La notte del 23 giugno, la vigilia della festa di San Giovanni, si ripete a Cuglieri il rito de “s’abba muda”, l’acqua silenziosa, che sana i mali del corpo e dell’anima.
Per una notte sacro e profano, cristianesimo e antichi riti nuragici, fede e scaramanzia, si mischiano, in silenzio, con curiosità, stupore, devozione.
Si parte all’imbrunire dalla chiesa, dentro il paese, dedicata al culto del santo cristiano, San Giovanni Battista, e, camminando ai bordi della strada perché nel centro passano le anime dei defunti, in silenzio, e senza mai voltarsi indietro, si arriva alle fonti nuragiche, ora lavatoi, illuminate dalle candele, in località Tiu Memmere, poco fuori l’abitato.
E qui, si beve l’acqua dalle fonti e ci si lavano le mani e il viso, auspicando salute per se e i propri cari, ripetendo ormai da secoli, l’antico rito ancestrale e apotropaico già in uso in età nuragica,e si ritorna alla chiesa, sempre in silenzio, al lato della strada e senza mai girarsi.
Per una notte appunto, il culto nuragico dell’acqua salutare e la devozione a San Giovanni Battista che con l’acqua redimeva l’antica colpa del peccato originale, si fondono insieme, fino all’anno prossimo, dove fedeli e non ripeteranno questo antico rito.





































